martedì 16 settembre 2014

La porta di Magda Szabò


Storia di un rapporto bellissimamente complicato. 
Questo è un libro che mi ha sconcertata. Innanzitutto sembra essere un romanzo autobiografico a tutti gli effetti e se non lo fosse tanto di cappello per come l’autrice ce lo fa percepire nella sua verità. Lo sconcerto deriva soprattutto dal rapporto che si viene a creare tra le due protagoniste, la scrittrice e la donna di servizio ( ma definire Emerenc donna di servizio è riduttivo), un rapporto di amore segnato da una continua incomprensione, le due donne vivono su due pianeti diversi, apparentemente non hanno niente in comune eppure si crea tra loro un legame incredibilmente forte che dura vent’anni, vent’anni di faticosa e irrinunciabile convivenza.
E’ buffo come senza volere abbia letto di seguito due libri incentrati su rapporti tra donne, come il destino ci ponga sul cammino un percorso collegato su argomenti simili affrontati in modo diametralmente opposto. Reduce dalla lettura de “L’eleganza del riccio” dove le protagoniste sono una portinaia ed un’adolescente troppo intelligente mi son trovata a leggere “La porta”, dove le protagoniste sono una portinaia-donna di servizio ed una scrittrice.
Per me Emerenc è un mistero, il suo modo di pensare è distante dalla mia esperienza di vita anni luce, eppure riesco a riconoscermi in lei in una sola piccolissima cosa: l’amore verso gli animali, un’amore quasi soffocante e iperprotettivo. Rimane un mistero anche come la scrittrice riesca comunque a capire, anche se spesso a scoppio ritardato, i tortuosi ragionamenti di Emerenc, i suoi atteggiamenti, che ad un occhio “normale” potrebbero apparire inconsulti ma che alla fine hanno sempre una spiegazione accettabile. Personalmente non sarei riuscita a stabilire un rapporto con una persona del genere, non avrei retto una figura così imponente nella mia vita, e questa storia mi affascina soprattutto perché narra di una relazione indefinibile tra due donne che non è catalogabile né come amicizia né come amore materno-filiale, ma che allo stesso tempo può essere entrambe le cose, sicuramente è un rapporto di amore, perché l’amore spesso è irrazionale e viene rivolto alle persone senza una logica, senza un motivo spiegabile con la ragione.
Ho trovato questo libro bellissimo, la storia è scorsa sotto i miei occhi in modo fluido, in varie occasioni ho provato forti emozioni e la voglia di capire e di sapere come sarebbe andata a finire mi ha accompagnata per tutta la lettura. Preferisco non analizzare in questo commento il significato del titolo del romanzo, un significato che appare subito evidente a chi avrà voglia di leggerlo, il libro stesso è una porta, che si apre e che si chiude continuamente sulle vite di queste due donne forti e inconsuete, una porta che invito ad aprire per calarsi nel mondo di questa bravissima scrittrice.

CITAZIONI

"Emerenc era troppo saggia per tentare imprese impossibili, dedicava le energie a ciò che ancora era possibile realizzare nel futuro per il proprio passato, ma naturalmente mi occorse molto tempo per capirlo.". 

"Ogni definizione senza emozioni finisce per essere imprecisa" 

"Stringendo tra le braccia quel cane nero avvolto nell'asciugamano offriva una vacillante caricatura della maternità, come fosse un'assurda Madonna." 

"Se le chiedo un favore e lei me lo fa, non dica nulla, altrimenti è inutile farmelo." 

"Oggi, però, ho capito una cosa, che allora ancora ignoravo: una passione non si può esprimere pacatamente, disciplinatamente, morigeratamente, e nessuno può definirne la forma al posto di un altro." 

"Ma chi non è solo, mi piacerebbe proprio saperlo. È solo anche chi ha qualcuno e non se ne accorge." 

"Lei non capirà mai le cose semplici, vuole sempre entrare da dietro anche se la porta è sul davanti." 

"Impedire a qualcuno di soffrire è il migliore regalo che si possa fare." 


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