martedì 13 agosto 2013

La fine è nota di Geoffrey Holiday Hall

Copertina di La fine è nota

Nota ma non troppo (Bellissimo nel suo genere)
La storia si è snodata davanti ai miei occhi come un film americano degli anni 50, di quelli con James Stewart come protagonista, e magari con Hitchcock come regista. Ho sempre amato quei film, ed ho amato questo libro.
Una storia a ritroso ben scritta e molto avvincente. Non ho avuto pace finchè non sono arrivata alla fine. Una lezione di come un libro possa essere di sospensione senza contenere descrizioni truculente e squartamenti ogni due pagine.
L'autore (un vero mistero avvolge la sua figura su cui non sono riuscita a trovare notizie esaurienti) ci ha fatto conoscere nel corso di 250 pagine la persona che ha fatto morire nella prima riga del libro. Uno sconosciuto che pian piano viene svelato, e lo si ama e lo si compatisce come colui che va alla ricerca del suo mistero.
La fine è nota, ma non del tutto.
Ad un certo punto ho capito dove la storia sarebbe andata a parare, ma il colpo di teatro finale mi ha lasciata con l'amaro in bocca.
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