lunedì 5 agosto 2013

Il quinto figlio di Doris Lessing

Copertina di Il quinto figlio
Un Incubo
Ritratto feroce di un istinto genitoriale malato, di una ricerca spasmodica e patologica della famiglia perfetta, felice e colma di figli. Perfezione che viene distrutta all'arrivo del quinto figlio .
C'è molto in questo libro riguardante la famiglia, le trappole in cui si cade credendo di essere nella ragione mentre si è solo nella pretesa della perfezione a scapito di qualsiasi cosa. Doris Lessing non spiega, si limita a dar voce ai pensieri e alla pochezza della madre, vera protagonista. Una madre che verso la fine pare avere un barlume di lucidità che tuttavia non porta ad una vera crescita interiore.
In questo libro l'autrice riesce a trasmettere un'angoscia, una sospensione degna del miglior thriller, le pagine scorrono vorticosamente e ci portano in breve tempo da un quadro idilliaco ad una discesa agli inferi, con sentori fantastici di creature inumane. Pur non essendo madre ho vissuto questa lettura in modo molto forte, mi ha coinvolta e stravolta lasciandomi addosso una grande inquietudine.

Citazioni:
"E infine l'orrore, ed era questo che Harriet provava , un orrore sempre crescente. Finì per chiudere Ben nella sua stanza, lontano dagli sguardi. <...> Entrambi, infatti, erano segretamente convinti-e non se lo dicevano perché si vergognavano dei sentimenti che provavano nei confronti di Ben- Che lui si fosse imposto a loro, costringendoli a metterlo al mondo, invadendo la loro quotidianità, che era incapace di difendersi da lui o da quello che lui significava."
"La verità è che volevamo essere meglio degli altri. Anzi, eravamo convinti di esserlo."


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